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José de San Martín
Abilità esclusiva

Abbandona (1 carica)

Guadagni 4 Emissari.

Effetto passivo

+5 alla Forza di combattimento e +1 movimento alle unità terrestri di epoca industriale e moderna in un raggio di 2 caselle.

Contesto storico
José de San Martín, "Liberatore di Argentina, Cile e Perù", fu il condottiero delle forze patriottiche che nelle guerre di indipendenza latino-americane si opposero agli spagnoli sul fronte meridionale. San Martín cominciò la sua carriera militare combattendo contro le forze napoleoniche in Spagna, ma essendo argentino di nascita, quando le colonie sudamericane iniziarono a sollevarsi per l'indipendenza tornò a casa per combattere al loro fianco. Può sembrare strano che una persona che lottava per la Spagna si sia trovata così rapidamente schierata dall'altra parte, ma la Spagna che San Martín amava era quella governata in modo (più o meno) democratico; le differenze saltano all'occhio con tutta evidenza se consideriamo che, pochi anni dopo il ritorno di San Martín, re Ferdinando VII reinstaurò una monarchia assoluta, facendosi nemici gli spagnoli che desideravano una forma di governo repubblicana. In Argentina San Martín ricevette il comando dell'esercito del Nord e combatté in Alto Perù. Dopo la riconquista spagnola del Cile diventò generale in capo dell'esercito delle Ande.

Le Ande sono alte e frastagliate: se gli Inca si trovavano a loro agio in un simile terreno inospitale, un esercito europeo con tanto di cannoni e cavalleria non poteva di certo fare lo stesso. Ma San Martín era un genio della logistica e divise le truppe in più colonne in modo che potessero attraversare il terreno accidentato più facilmente, arrivando così a spostare l'esercito più numeroso che abbia mai varcato quelle vette. Questa mentalità pratica gli servì anche in battaglia, per esempio quando catturò i cannoni spagnoli e li rivolse contro di loro nella battaglia di Maipú, una vittoria che sancì l'indipendenza del Cile. Dopo questo San Martín non riposò sugli allori ma prese ad attraversare il Perù, esortando le popolazioni locali a sollevarsi contro gli spagnoli ovunque andasse. Dopo la caduta del viceré spagnolo divenne il nuovo Protettore del Perù.

San Martín fu sempre molto attento a guadagnarsi la fiducia e la lealtà delle persone per cui combatteva. Per questo rifiutò posizioni di potere in Cile, sostenendo che il paese dovesse essere guidato da un leader cileno e non argentino. Inoltre, riconoscendo il carattere conservatore del Perù, preferì non adottare riforme troppo liberali in quella regione. Durante l'assedio di Lima, in Perù, San Martín esitò prima di entrare nella città, preoccupato dall'accoglienza che una forza straniera avrebbe potuto ricevere. Tra le altre cose proclamò l'emancipazione degli schiavi (anche se questa mossa può essere interpretata in modo cinico, dato che aveva bisogno di uomini liberi pronti a combattere per lui anziché lavorare nelle miniere e nelle piantagioni). Infine, non dimenticò mai di sottolineare l'aspetto ideologico della lotta per l'indipendenza come lotta contro l'assolutismo, notando il parallelo tra le guerre sudamericane e i movimenti anti-monarchici spagnoli attivi nello stesso periodo.

Dopo la liberazione del Perù, Bolívar e San Martín si incontrarono per definire i confini tra quel paese e la Colombia. L'incontro a Guayaquil fu privato, ma in seguito San Martín diede le dimissioni da Protettore e, qualche tempo dopo, lasciò l'America latina. È possibile notare un parallelo tra la partenza di San Martín e le successive tensioni tra il democratico Santander, mosso da un'alta ideologia, e l'assolutista Bolívar.
PortraitSquare
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Tratti caratteristici

Epoca industriale
Grandi Generali
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Tratti caratteristici

Epoca industriale
Grandi Generali
Abilità esclusiva

Abbandona (1 carica)

Guadagni 4 Emissari.

Effetto passivo

+5 alla Forza di combattimento e +1 movimento alle unità terrestri di epoca industriale e moderna in un raggio di 2 caselle.

Contesto storico
José de San Martín, "Liberatore di Argentina, Cile e Perù", fu il condottiero delle forze patriottiche che nelle guerre di indipendenza latino-americane si opposero agli spagnoli sul fronte meridionale. San Martín cominciò la sua carriera militare combattendo contro le forze napoleoniche in Spagna, ma essendo argentino di nascita, quando le colonie sudamericane iniziarono a sollevarsi per l'indipendenza tornò a casa per combattere al loro fianco. Può sembrare strano che una persona che lottava per la Spagna si sia trovata così rapidamente schierata dall'altra parte, ma la Spagna che San Martín amava era quella governata in modo (più o meno) democratico; le differenze saltano all'occhio con tutta evidenza se consideriamo che, pochi anni dopo il ritorno di San Martín, re Ferdinando VII reinstaurò una monarchia assoluta, facendosi nemici gli spagnoli che desideravano una forma di governo repubblicana. In Argentina San Martín ricevette il comando dell'esercito del Nord e combatté in Alto Perù. Dopo la riconquista spagnola del Cile diventò generale in capo dell'esercito delle Ande.

Le Ande sono alte e frastagliate: se gli Inca si trovavano a loro agio in un simile terreno inospitale, un esercito europeo con tanto di cannoni e cavalleria non poteva di certo fare lo stesso. Ma San Martín era un genio della logistica e divise le truppe in più colonne in modo che potessero attraversare il terreno accidentato più facilmente, arrivando così a spostare l'esercito più numeroso che abbia mai varcato quelle vette. Questa mentalità pratica gli servì anche in battaglia, per esempio quando catturò i cannoni spagnoli e li rivolse contro di loro nella battaglia di Maipú, una vittoria che sancì l'indipendenza del Cile. Dopo questo San Martín non riposò sugli allori ma prese ad attraversare il Perù, esortando le popolazioni locali a sollevarsi contro gli spagnoli ovunque andasse. Dopo la caduta del viceré spagnolo divenne il nuovo Protettore del Perù.

San Martín fu sempre molto attento a guadagnarsi la fiducia e la lealtà delle persone per cui combatteva. Per questo rifiutò posizioni di potere in Cile, sostenendo che il paese dovesse essere guidato da un leader cileno e non argentino. Inoltre, riconoscendo il carattere conservatore del Perù, preferì non adottare riforme troppo liberali in quella regione. Durante l'assedio di Lima, in Perù, San Martín esitò prima di entrare nella città, preoccupato dall'accoglienza che una forza straniera avrebbe potuto ricevere. Tra le altre cose proclamò l'emancipazione degli schiavi (anche se questa mossa può essere interpretata in modo cinico, dato che aveva bisogno di uomini liberi pronti a combattere per lui anziché lavorare nelle miniere e nelle piantagioni). Infine, non dimenticò mai di sottolineare l'aspetto ideologico della lotta per l'indipendenza come lotta contro l'assolutismo, notando il parallelo tra le guerre sudamericane e i movimenti anti-monarchici spagnoli attivi nello stesso periodo.

Dopo la liberazione del Perù, Bolívar e San Martín si incontrarono per definire i confini tra quel paese e la Colombia. L'incontro a Guayaquil fu privato, ma in seguito San Martín diede le dimissioni da Protettore e, qualche tempo dopo, lasciò l'America latina. È possibile notare un parallelo tra la partenza di San Martín e le successive tensioni tra il democratico Santander, mosso da un'alta ideologia, e l'assolutista Bolívar.
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