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Momenti storici
Annibale Barca
Abilità esclusiva

Abbandona (1 carica)

Fornisce 1 livello di promozione a un'unità militare terrestre.

Effetto passivo

+5 alla Forza di combattimento e +1 movimento alle unità terrestri di epoca classica e medievale in un raggio di 2 caselle.

Contesto storico
Annibale nacque a Cartagine nel 247 a.C. nella grande famiglia dei Barca (che significa "fulmine"). Il suo nome avrebbe fatto venire gli incubi ai romani per decenni e sarebbe stato per secoli fonte di ispirazione per i grandi generali. Figlio maggiore di Amilcare, eroe della prima guerra punica, all'età di 26 anni Annibale venne scelto per conquistare l'Iberia. Presto sposò Imilce, una principessa iberica, e sconfisse o si alleò con la maggioranza delle tribù della penisola. Nel 219 attaccò la città fortificata di Sagunto, alleata di Roma... e fece scoppiare la seconda guerra punica.

La primavera successiva, con un esercito di 100.000 uomini (e 40 elefanti), Annibale attraversò i Pirenei ed entrò in Gallia, dove spaventò o batté tutti gli alleati romani che si trovarono sul suo cammino. Poi schivò l'esercito di Publio Cornelio Scipione e passò le Alpi. Eseguito con successo nonostante il tempo inclemente e gli attacchi dalle tribù locali, l'attraversamento delle Alpi è una delle imprese militari più memorabili della storia... anche se dall'altra parte delle montagne, dopo 15 giorni, arrivarono (secondo Polibio) solo 20.000 fanti, 4.000 cavalieri e un pugno di elefanti.

Per i successivi tre anni Annibale imperversò in tutta l'Italia, infliggendo pesanti perdite al nemico sul Trebbia, sul Trasimeno e a Canne. Il suo esercito si trovava a poche miglia da Roma ma, date le perdite che aveva accumulato, non era in grado di battere Scipione, che da parte sua non aveva la forza per infliggergli una sconfitta decisiva (anche perché il Senato romano aveva inviato delle legioni ad attaccare le città cartaginesi in Iberia e nel Nordafrica). Annibale dovette abbandonare i suoi saccheggi e tornare a difendere la patria. Nel 202, nell'epica battaglia di Zama, Scipione lo sconfisse definitivamente.

Dopo la guerra Annibale si dedicò per molti anni alla politica a Cartagine, ma nel 195 i romani pretesero che si ritirasse dalla sua carica, così si unì alla causa dei Seleucidi, nella loro lotta senza speranza contro Roma. Dopo la disfatta scappò in Bitinia. Roma domandò che venisse consegnato, così fuggì ancora a Libyssa, dove si tolse la vita nel 183 a.C.
PortraitSquare
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Tratti caratteristici

Epoca classica
Grandi Generali
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Tratti caratteristici

Epoca classica
Grandi Generali
Abilità esclusiva

Abbandona (1 carica)

Fornisce 1 livello di promozione a un'unità militare terrestre.

Effetto passivo

+5 alla Forza di combattimento e +1 movimento alle unità terrestri di epoca classica e medievale in un raggio di 2 caselle.

Contesto storico
Annibale nacque a Cartagine nel 247 a.C. nella grande famiglia dei Barca (che significa "fulmine"). Il suo nome avrebbe fatto venire gli incubi ai romani per decenni e sarebbe stato per secoli fonte di ispirazione per i grandi generali. Figlio maggiore di Amilcare, eroe della prima guerra punica, all'età di 26 anni Annibale venne scelto per conquistare l'Iberia. Presto sposò Imilce, una principessa iberica, e sconfisse o si alleò con la maggioranza delle tribù della penisola. Nel 219 attaccò la città fortificata di Sagunto, alleata di Roma... e fece scoppiare la seconda guerra punica.

La primavera successiva, con un esercito di 100.000 uomini (e 40 elefanti), Annibale attraversò i Pirenei ed entrò in Gallia, dove spaventò o batté tutti gli alleati romani che si trovarono sul suo cammino. Poi schivò l'esercito di Publio Cornelio Scipione e passò le Alpi. Eseguito con successo nonostante il tempo inclemente e gli attacchi dalle tribù locali, l'attraversamento delle Alpi è una delle imprese militari più memorabili della storia... anche se dall'altra parte delle montagne, dopo 15 giorni, arrivarono (secondo Polibio) solo 20.000 fanti, 4.000 cavalieri e un pugno di elefanti.

Per i successivi tre anni Annibale imperversò in tutta l'Italia, infliggendo pesanti perdite al nemico sul Trebbia, sul Trasimeno e a Canne. Il suo esercito si trovava a poche miglia da Roma ma, date le perdite che aveva accumulato, non era in grado di battere Scipione, che da parte sua non aveva la forza per infliggergli una sconfitta decisiva (anche perché il Senato romano aveva inviato delle legioni ad attaccare le città cartaginesi in Iberia e nel Nordafrica). Annibale dovette abbandonare i suoi saccheggi e tornare a difendere la patria. Nel 202, nell'epica battaglia di Zama, Scipione lo sconfisse definitivamente.

Dopo la guerra Annibale si dedicò per molti anni alla politica a Cartagine, ma nel 195 i romani pretesero che si ritirasse dalla sua carica, così si unì alla causa dei Seleucidi, nella loro lotta senza speranza contro Roma. Dopo la disfatta scappò in Bitinia. Roma domandò che venisse consegnato, così fuggì ancora a Libyssa, dove si tolse la vita nel 183 a.C.
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