Ethelfleda nacque intorno all'864 d.C., figlia maggiore di Alfredo il Grande, re del Wessex. Si mise a capo delle forze inglesi impegnate a ricacciare i danesi che avevano invaso l'isola. Le sue imprese furono così notevoli che fu descritta dagli storici inglesi come "la nostra donna generale più grande".
A quindici anni Ethelfleda andò in sposa a Aethelred, aldermanno di Mercia. Secondo alcune cronache, mentre era in viaggio per andare a sposarsi il suo convoglio fu attaccato dai danesi, che forse volevano impedire un'alleanza tra Wessex e Mercia. Ethelfleda ordinò alla sua scorta di utilizzare una vecchia trincea per difendersi e ricacciò gli assalitori. Nel giro di qualche anno, Aethelred ed Ethelfleda ebbero la prima e unica figlia (Aelfwynn); a quanto pare combattere i vichinghi, che avevano già occupato alcune parti della Mercia, lasciò loro ben poco tempo per altro. Nell'884 Ethelfleda aveva cominciato ad affiancare il marito nella conduzione della campagna, passando gran parte del suo tempo a dirigere la ricostruzione delle fortezze romane in rovina e la fortificazione delle cittadine che le forze anglosassoni stavano strappando poco a poco ai danesi. Secondo la leggenda, era lei l'artefice principale delle strategie belliche dei sassoni.
Inoltre Ethelfleda condusse personalmente in battaglia le forze di Mercia, per esempio a Chester nel 911. Questa fu una delle molte battaglie a cui Aethelred non partecipò: la sua salute era andata peggiorando dal 902, portandolo alla morte dieci anni dopo. A questo punto lei divenne la sola sovrana, guadagnandosi l'appellativo di "Signora della Mercia". Ethelfleda si rivolse immediatamente al fratello Edoardo "il Vecchio", succeduto ad Alfredo nell'899, e insieme continuarono la campagna per respingere i danesi e unificare i vari regni d'Inghilterra. Il Wessex acquisì Londra e Oxford; nel 916 e 917 Ethelfleda condusse campagne in Galles e nel 918 si diresse a nord e liberò Derby e Leicester. Ma mentre era in viaggio verso York per andare ad accettare il suo giuramento di fedeltà, morì, con ogni probabilità soccombendo a una delle malattie che oggi sono facilmente curabili, ma che allora si rivelavano fatali.