Georgij Konstantinovič Žukov, il generale più decorato della storia dell'Unione Sovietica, nacque nel dicembre del 1896 nello sperduto villaggio di Ugodsky Zavod in una famiglia di contadini. Nel 1915, mentre lavorava come apprendista pellicciaio a Mosca, fu arruolato a forza nel 106° Reggimento di Dragoni di Novgorod, in cui servì per tutta la guerra. Con una mossa sagace, si iscrisse al partito bolscevico subito dopo la rivoluzione d'ottobre del 1917, combattendo valorosamente nella successiva guerra civile russa.
Per il suo ruolo nella soppressione della rivolta di Tambov, nel 1921, Žukov ricevette una promozione: fu la prima di una lunga serie, che lo portò al comando della IV divisione cosacchi del Don nel 1933 e del VI Corpo d'armata nel 1937. Durante questo periodo si convinse sempre più che la guerra corazzata rappresentasse il futuro, sviluppando tutta una teoria su come utilizzarla al meglio per sconfiggere qualsiasi nemico. Sfuggito alle purghe staliniane nell'esercito, Žukov ricevette il compito di bloccare l'avanzata giapponese sul confine di Mongolia e Manciuria. Giunto sul posto nel maggio del 1939, in agosto Žukov spazzò via la Sesta Armata giapponese accerchiandola con due brigate di carri armati che aveva tenuto di riserva. Tornato a Mosca nel 1941, fu dichiarato eroe dell'Unione Sovietica e promosso capo di stato maggiore dell'Armata Rossa... giusto in tempo per assistere alla sua rovinosa sconfitta da parte della Wehrmacht.
Il primo compito di Žukov fu di salvare Mosca... fatto. Poi dovette fermare i tedeschi a Stalingrado... fatto. Poi respingere gli invasori fino all'Europa orientale... fatto. Infine, catturare Berlino... fatto. Per queste sue imprese (ottenute, peraltro, con un costo altissimo in vite di soldati semplici russi), Žukov, ora Maresciallo dell'Unione Sovietica, divenne noto come "il generale che non aveva mai perso una battaglia". Ma la sua fama fu anche la sua rovina, perché Stalin non tollerava che qualcuno fosse più popolare di lui. Dopo la guerra Žukov fu degradato e assegnato a un comando minore. Nonostante un breve ritorno alla politica dopo la morte di Stalin, nel 1953, Žukov passò il resto della vita in relativa oscurità fino alla morte, avvenuta nel 1974.