Álvaro de Bazán, figlio di un ufficiale navale spagnolo, divenne il più grande comandante navale di Spagna in un'epoca in cui il suo paese arrivò a dominare un impero che si estendeva su tutto il globo. Álvaro entrò in marina in giovane età, dato che fu nominato "governatore militare e capitano della fortezza di Gibilterra" all'età di otto anni... anche se naturalmente del governo si occupava il padre, Álvaro il Vecchio, che aveva il comando della flotta.
Negli anni successivi il giovane Álvaro conobbe il brivido della battaglia partecipando a scontri con francesi, turchi e mori, continuando ad avanzare di grado e diventando Marqués de Santa Cruz nel 1569. Due anni dopo, al comando delle riserve alla battaglia di Lepanto, giocò un ruolo importante nella rovinosa sconfitta dei turchi. Nel 1580 Bazán comandò la flotta che supportò la conquista del Portogallo da parte del Duca d'Alba e poi sconfisse uno squadrone inviato dai francesi per aiutare la rivolta delle Azzorre. La sua vittoria fu macchiata dall'esecuzione di tutti i prigionieri francesi, in violazione di tutte le regole di guerra, ma questo non impedì a Filippo II di nominarlo "Capitán General del Mar Océano".
Con questa mansione Bazán intraprese la conquista dell'Inghilterra, con lo scopo di liberarsi una volta per tutte di quella protestante di Elisabetta. Nel 1583, su ordine di Filippo, il Capitano-Generale affrontò l'improbo compito di ammassare navi, uomini e approvvigionamenti a Lisbona. Nonostante le difficoltà nel reclutamento, la corruzione dei fornitori, le scorribande inglesi e le costanti interferenze e lamentele di Filippo, riuscì a mettere insieme la più grande flotta che l'Europa avesse mai visto. Ma lo stress e il superlavoro ebbero la meglio su Álvaro, che morì nel febbraio del 1588.
Il comando dell'Armada passò al Duca di Medina-Sidonia, che non aveva familiarità con le faccende navali. Come sarebbe cambiata la storia della civiltà se Bazán avesse vissuto per condurre in battaglia l'Armada spagnola?