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Ching Shih
Abilità esclusiva

Abbandona (1 carica)

Guadagni 100 Oro (a velocità standard). Le unità militari ottengono il +60% di ricompense in più quando saccheggiano Rotte commerciali marittime.

Effetto passivo

+5 alla Forza di combattimento e +1 movimento alle unità navali di epoca industriale e moderna in un raggio di 2 caselle.

Contesto storico
Da prostituta a comandante pirata... non è certo una carriera tipica per un grande ammiraglio, ma all'apice del suo potere Ching Shih arrivò a comandare la famigerata "flotta dalla bandiera rossa", formata da circa 400 giunche armate di cannoni e forte di più di 20.000 uomini.

Della giovinezza di Ching Shih sappiamo poco, se non che nacque col nome di Shi Xiang Gu nella provincia del Guangdong nel 1775. In giovane età divenne una prostituta e lavorò in un bordello galleggiante nella città portuale di Canton finché il pirata Zheng Yi, colpito dalla sua bellezza, si innamorò di lei e la sposò nel 1801. In quel periodo Zheng comandava una modesta flotta che saccheggiava le rotte commerciali nel Mar Cinese Meridionale. Ben presto Shi cominciò a prendere parte alle operazioni di pirateria e insieme a Zheng mise insieme un'imponente schiera di 200 navi. Man mano che acquistava potere, la flotta dalla bandiera rossa diede origine ad altre flotte (nera, bianca, gialla, blu e verde), tutte fedeli a Zheng. Shi lo aiutò a fondare una coalizione di pirati cantonesi con il loro acerrimo rivale, lo psicotico Wu Shi'er, aborrito persino dagli altri pirati.

Ma nel novembre del 1807 Zheng morì in Vietnam e Shi prese il comando, assumendo il nome di Ching Shih (che significa semplicemente "la vedova di Zheng"). Dopo aver definito regole stringenti, si concentrò sugli affari e sulla strategia militare, aggiungendo alle sue attività il contrabbando d'oppio, la tratta degli schiavi e la "protezione" dei villaggi su un lungo tratto di costa da Macao a Canton, in cui trovava anche riparo e approvvigionamenti. La flotta pirata saccheggiava impunemente lungo le rotte, sconfiggendo regolarmente le navi da guerra cinesi, portoghesi e inglesi inviate a porre fine al "terrore della Cina meridionale".

Dopo aver perso 63 navi il governo cinese comprese finalmente l'inutilità di dare la caccia alla flotta dalla bandiera rossa e nel 1810 offrì un'amnistia generale a Ching Shih e ai suoi bricconi. Trasformata in una donna rispettabile, Ching Shih tornò a Canton e vi aprì la casa da gioco più bella della Cina, morendo pacificamente nel 1844.
PortraitSquare
icon_unit_great_admiral

Tratti caratteristici

Epoca industriale
Grandi Ammiragli
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Tratti caratteristici

Epoca industriale
Grandi Ammiragli
Abilità esclusiva

Abbandona (1 carica)

Guadagni 100 Oro (a velocità standard). Le unità militari ottengono il +60% di ricompense in più quando saccheggiano Rotte commerciali marittime.

Effetto passivo

+5 alla Forza di combattimento e +1 movimento alle unità navali di epoca industriale e moderna in un raggio di 2 caselle.

Contesto storico
Da prostituta a comandante pirata... non è certo una carriera tipica per un grande ammiraglio, ma all'apice del suo potere Ching Shih arrivò a comandare la famigerata "flotta dalla bandiera rossa", formata da circa 400 giunche armate di cannoni e forte di più di 20.000 uomini.

Della giovinezza di Ching Shih sappiamo poco, se non che nacque col nome di Shi Xiang Gu nella provincia del Guangdong nel 1775. In giovane età divenne una prostituta e lavorò in un bordello galleggiante nella città portuale di Canton finché il pirata Zheng Yi, colpito dalla sua bellezza, si innamorò di lei e la sposò nel 1801. In quel periodo Zheng comandava una modesta flotta che saccheggiava le rotte commerciali nel Mar Cinese Meridionale. Ben presto Shi cominciò a prendere parte alle operazioni di pirateria e insieme a Zheng mise insieme un'imponente schiera di 200 navi. Man mano che acquistava potere, la flotta dalla bandiera rossa diede origine ad altre flotte (nera, bianca, gialla, blu e verde), tutte fedeli a Zheng. Shi lo aiutò a fondare una coalizione di pirati cantonesi con il loro acerrimo rivale, lo psicotico Wu Shi'er, aborrito persino dagli altri pirati.

Ma nel novembre del 1807 Zheng morì in Vietnam e Shi prese il comando, assumendo il nome di Ching Shih (che significa semplicemente "la vedova di Zheng"). Dopo aver definito regole stringenti, si concentrò sugli affari e sulla strategia militare, aggiungendo alle sue attività il contrabbando d'oppio, la tratta degli schiavi e la "protezione" dei villaggi su un lungo tratto di costa da Macao a Canton, in cui trovava anche riparo e approvvigionamenti. La flotta pirata saccheggiava impunemente lungo le rotte, sconfiggendo regolarmente le navi da guerra cinesi, portoghesi e inglesi inviate a porre fine al "terrore della Cina meridionale".

Dopo aver perso 63 navi il governo cinese comprese finalmente l'inutilità di dare la caccia alla flotta dalla bandiera rossa e nel 1810 offrì un'amnistia generale a Ching Shih e ai suoi bricconi. Trasformata in una donna rispettabile, Ching Shih tornò a Canton e vi aprì la casa da gioco più bella della Cina, morendo pacificamente nel 1844.
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