Murasaki (che significa "Viola"), la scrittrice giapponese più conosciuta della gloriosa epoca Heian, scrisse il Genji monogatari, probabilmente il più antico romanzo di tutta la civiltà. Murasaki nacque intorno al 973 (o 975) d.C. in un ramo del potente clan dei Fujiwara: probabilmente l'appellativo Shikibu fa riferimento alla posizione del padre, Fujiwara Tamatoki, che fu maestro cerimoniere (shikibu-shō) e poi governatore provinciale. Molto intelligente, superò suo fratello negli studi, tanto che si dice che suo padre abbia commentato con rimpianto: "come sarei felice se tu fossi un ragazzo!". Ma poi il padre le permise di leggere i classici cinesi, considerati una lettura impropria per le donne dell'epoca.
Quando aveva poco più di vent'anni Murasaki, che si era sposata con un lontano parente e aveva avuto una figlia, cominciò a scrivere poesie. Dopo la morte prematura del marito nel 1001, avendo sentito parlare dei suoi scritti e della sua intelligenza, la famiglia imperiale invitò Murasaki a corte come dama di compagnia dell'imperatrice Akiko. Nonostante il prestigio sociale così ottenuto, Murasaki Shikibu non approvò la frivolezza della vita di corte, tanto che tenne un diario in cui descriveva in toni vividi la sua insulsa leggerezza.
Probabilmente cominciò a scrivere con regolarità per combattere l'incessante noia della vita di corte, anche se può ben darsi che avesse cominciato la stesura del Genji prima del suo arrivo. Si tratta di un lungo e affascinante romanzo sulla complicata vita di un principe di fantasia, senza dubbio derivato dalle sue osservazioni alla corte imperiale. Dopo la morte dell'imperatore Ichijo, nel 1011, l'imperatrice e le sue dame furono costrette a ritirarsi in una dimora appartata. Di questo periodo della vita di Murasaki sappiamo poco; si ritiene che sia morta intorno al 1031.