Li Bai è considerato il più grande poeta cinese di sempre... anche se talvolta viene chiamato Li Bo, o all'occidentale Li Pai (e Li Po), o con il nome cinese di cortesia Taibai, o Li Tai-po, o con lo pseudonimo letterario Qinglian Jushi ("Casa del loto azzurro"), o con altri nomi ancora. Nato nel 701 d.C. nella provincia di Sichuan, amava far credere di appartenere alla famiglia imperiale, ma in realtà il suo lignaggio non era così nobile. All'età di 24 anni partì per girare un po' il mondo, navigando lungo il Yangtze, per poi sposare la nipote di un ministro di corte e vivere con la sua famiglia per qualche anno. In quel periodo cominciò a scrivere poesie, che mostrò a vari ufficiali governativi nella vana speranza di trovare un impiego come scriba di corte.
Nel 744 Li Bai si sposò di nuovo, ancora con la nipote di un alto ufficiale (il cancelliere di Wu Zetian, Zong Chuke). Gli sposi si trasferirono a Chang-an, la capitale di Tang. Nel 756 Li Bai divenne il poeta laureato non ufficiale della spedizione del principe Li, che poco dopo fu arrestato e giustiziato per tradimento, un destino che Li Bai riuscì a evitare... ma fu esiliato nella barbara Yelang. Alla fine però riuscì a tornare in Cina, dove visse per il resto della sua vita, godendosi il buon cibo, il vino, la compagnia raffinata e le sue poesie.
Tutto questo Li Bai lo incluse nei suoi versi: anzi, come si confà a uno dei beoni più famosi in una lunga tradizione di artisti cinesi pronti ad alzare il gomito, molte delle sue opere migliori celebrano proprio la gioia del bere. Ovviamente Li bai cantò anche l'amicizia, la solitudine, il passaggio del tempo e la bellezza della natura. Secondo la leggenda Li Bai affogò nel 762 quando, ubriaco su una barca, cadde fuoribordo cercando di afferrare il riflesso della luna nell'acqua.