Il conte Lev Nikolàevič Tolstòj produsse una grande messe di parole: è un bene che i suoi due romanzi più lunghi, Guerra e pace (1869) e Anna Karenina (1877), siano anche dei capolavori considerati tra le più importanti opere di tutta la civiltà. Il che non significa che gli altri suoi cinque romanzi, le cinque novelle, le sei commedie, i dodici racconti brevi e i saggi di filosofia e pedagogia non siano allo stesso livello... oltre che altrettanto lunghi.
Lev nacque nel settembre 1828 nella tenuta di famiglia nella provincia di Tula, nella Russia degli zar. Quando sua madre morì, sua zia si prese cura dei quattro figli. Quando il padre, il conte Nikolàj, morì sette anni più tardi, i fratelli andarono sotto la custodia prima di una zia e poi, quando anche quest'ultima passò a miglior vita, di un'altra. Malgrado tutti questi lutti il giovane Tolstòj sembrava essersi inserito abbastanza bene nella società, ma aveva fallito sia come studente sia come amministratore della tenuta. Così decise di arruolarsi nell'esercito.
Come soldato Tolstòj aveva molto tempo libero, così cominciò a scrivere un racconto autobiografico. Nel 1852 lo presentò alla rivista Il Contemporaneo, dove piacque molto e venne pubblicato. Così trovò la sua vocazione: anche nel pieno della guerra di Crimea, Tolstòj scriveva e scriveva. E continuò sempre a scrivere, nonostante il matrimonio, l'inclinazione anarchica e una crisi spirituale.
Quando il nuovo credo di Tolstòj lo indusse a cominciare a donare tutte le sue ricchezze e proprietà, sua moglie avanzò forti obiezioni; allora Tolstòj le concesse i diritti d'autore di tutte le sue opere precedenti al 1881. Anche se continuò a scrivere, non raggiunse più il successo dei suoi primi lavori. Morì all'età di 82 anni.