Poundmaker divenne capo durante un periodo di grande crisi dei Cree. Profondamente impegnato da un lato a ottenere la pace col governo canadese, dall'altro a proteggere il suo popolo, si trovò davanti a scelte impossibili e finì con l'essere ingiustamente accusato e processato per tradimento.
Poundmaker nacque intorno al 1842, da uno sciamano Stony e una donna Métis, vicino a Battleford, nel moderno Saskatchewan. Secondo molti resoconti il padre era un famoso "bison caller", un uomo che attirava i bisonti nei recinti. Come suo padre, Poundmaker era molto abile in quest'arte, oltre a essere noto come eccezionale oratore.
Un recinto per bisonti è una recinzione circolare simile a un paddock, la cui apertura è progettata per convogliare al suo interno una mandria di bisonti. Un "bison caller" intonava cantilene per attirare la femmina alfa del branco all'interno del recinto, dove i cacciatori avrebbero potuto facilmente far strage delle bestie. Si trattava di un'evoluzione di tecniche di caccia precedenti (come quella che prevedeva di spingere gli animali giù da un burrone) e aveva il vantaggio di essere meno traumatica per i bisonti e più sicura per i cacciatori. I "bison caller" erano molto rispettati, dato che tale abilità aveva una grande importanza pratica e spirituale all'interno della nazione.
Nel 1873 Poundmaker fu adottato dal leader dei Piedi Neri, Piede di Corvo. Piede di Corvo aveva dato il via alla pace fra Cree e Piedi Neri, ponendo fine a un periodo di aspri conflitti e faide. La moglie di Piede di Corvo vide Poundmaker e fu colpita dalla sua somiglianza con il figlio, ucciso poco tempo prima da un gruppo di guerrieri Cree. Così Poundmaker fu adottato da Piede di Corvo, ricevette il nome Makoyikohin ("Lupo zampe sottili") e per qualche anno visse con i Piedi Neri. Questo elevò grandemente il suo status presso entrambe le nazioni, tanto che Poundmaker divenne consigliere e vice-capo dei Cree.
Nell'agosto del 1876 i Cree erano coinvolti a Fort Carlton nei negoziati con il Canada per il Trattato Numero 6. Poundmaker si mostrò uno dei leader più scettici, avanzando obiezioni sui termini imposti dal governo, proponendo l'inclusione di una clausola a protezione dalle carestie e chiedendo assistenza per i Cree che dovevano imparare l'agricoltura o un altro mestiere. Alla fine firmò il Trattato 6, anche se fino al 1879 continuò a cacciare le mandrie di bisonti oltrepassando il confine con gli Stati Uniti.
La banda di Poundmaker si scontrò con la cavalleria statunitense nel Montana e dovette riparare in Canada, consegnandosi in una riserva alla confluenza di Battle River e Cut Knife Creek. Secondo tutti i resoconti, nonostante le sue precedenti obiezioni nei confronti delle riserve e la sua riluttanza a entrarvi, Poundmaker si sforzò in ogni modo di imparare ad arare il terreno, coltivare la terra e diventare autosufficiente, anziché affidarsi alle razioni del governo.
Nel 1881 Poundmaker servì come interprete e guida per il governatore generale da Battleford a Calgary. Il gruppo del viceré britannico restò impressionato dalla filosofia nonviolenta e dalle conoscenze culturali della sua guida. Poundmaker, da parte sua, sembrò riconoscere la potenziale forza del governo. Poco dopo incoraggiò pubblicamente la sua banda a restare in pace, citando il potere delle ondate di bianchi che si stavano muovendo per colonizzare i territori e i pericoli rappresentati da un potenziale conflitto contro di loro.
Di lì a poco questi propositi di pace furono messi a dura prova. Nel 1883 i ritardi negli approvvigionamenti delle riserve, la riduzione dello staff del Dipartimento Indiano e il terribile inverno del 1883-1884 ridussero i Cree alla disperazione. Nel giugno del 1884 giovani leader cominciarono a radunare bande di guerrieri; molti gruppi, tra cui quelli guidati dal leader Cree Grande Orso, si riunirono nella riserva di Poundmaker per una Danza della Sete che avrebbe permesso di discutere la situazione.
La polizia a cavallo del Nord Ovest (più nota come "giubbe rosse") tentò di disperdere i partecipanti, ma non ci riuscì. Truppe di rinforzo furono chiamate nell'area di Battleford. Un membro delle Prime Nazioni fu accusato di aver aggredito un ufficiale della riserva e la polizia si mosse per arrestarlo, il che portò a una situazione di stallo: Poundmaker e Grande Orso, infatti, si rifiutarono di consegnare un uomo mentre la danza era ancora in corso. Incidenti come questo minarono la fiducia tra i Cree e il governo.
Se la fiducia era ormai ridotta al lumicino, gli incidenti stavano per diventare ancora più gravi. Nel 1885 il leader Métis Louis Riel ritornò dal Montana, dove aveva vissuto in esilio, scatenando rivolte di Cree, Assiniboin e Métis in tutta la regione. Quando la notizia della vittoria dei Métis arrivò a Duck Lake, Poundmaker e i Cree si trovarono di fronte a una decisione critica.
I guerrieri Cree volevano unirsi alla ribellione di Riel. Poundmaker avrebbe preferito tenersi fuori dal conflitto; dopo essersi unito ad alcune bande di Stony, portò il suo gruppo nella città di Battleford per negoziare una pace duratura in cambio di nuove promesse di razioni e rifornimenti. Ma Battleford era stata abbandonata dai coloni. Nonostante le esortazioni di Poundmaker, la città fu saccheggiata, dopodiché le bande tornarono alla riserva.
La mattina del 2 maggio 1885 le forze governative al comando del tenente colonnello Otter attaccarono l'accampamento di Poundmaker, ritenendo che facesse parte della ribellione. Dopo un aspro scontro, Otter e i suoi uomini furono obbligati a ritirarsi. Poundmaker intervenne per impedire che i guerrieri Cree e Stony inseguissero le truppe in fuga, sventando un ulteriore spargimento di sangue. In seguito Poundmaker dovette intervenire ancora quando la sua banda catturò una colonna di approvvigionamenti destinati alle forze del governo, per evitare che i guerrieri uccidessero i vetturini.
Poco dopo giunse la notizia della sconfitta di Louis Riel alla battaglia di Batoche: la ribellione del Nord-Ovest era a tutti gli effetti finita. Poundmaker inviò una lettera a un sacerdote, Padre Louis Cochin, e un messaggio alle forze del governo per indicare che desiderava negoziare la pace. Il 26 maggio raggiunse ancora una volta Battleford con la sua banda, con l'intenzione di negoziare la resa.
Ma il governo non era dell'umore di negoziare. Non appena entrarono nel forte, Poundmaker e i suoi seguaci furono arrestati e accusati di tradimento. Poundmaker fu portato a Regina e subì un processo sommario, in cui la giuria ci mise mezz'ora a emettere un verdetto di colpevolezza. Condannato a tre anni di prigione, uscì per buona condotta dopo aver passato un anno allo Stony Mountain Penitentiary. L'anno di prigione l'aveva segnato fisicamente ed emotivamente: morì poco dopo, per un'emorragia polmonare, mentre era nella riserva dei Piedi Neri in visita al padre adottivo Piede di Corvo.
Dopo la sua morte, la reputazione di Poundmaker fu rapidamente ristabilita. I suoi sforzi per raggiungere una pace equa e duratura tra i Cree e il governo canadese erano basati su preveggenza e dignità. Durante la sua vita si era adoperato personalmente per porre fine alle guerre che squassavano le Prime Nazioni. Aveva negoziato in buona fede, cercando di adottare un atteggiamento conciliante nei confronti del governo canadese. Aveva fatto del suo meglio per fare in modo che i contrasti col governo non degenerassero in una spirale di violenza. La sua figura viene oggi ricordata e onorata alla stessa maniera da Cree e canadesi.