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Bi Sheng
Abilità esclusiva

Effetto attivato (1 carica)

Consente a questa città di costruire un distretto in più di quanto permetterebbe la sua popolazione.
Attiva il momento Eureka per la tecnologia Tipografia.

Contesto storico
Non appartenendo a una famiglia nobile, della gioventù di Bi Sheng, nato intorno al 990 d.C., non ci è rimasta alcuna notizia. Cresciuto sotto la dinastia Song, tra il 1041 e il 1048 Bi Sheng inventò la stampa a caratteri mobili, molto prima che Gutenberg si mettesse a sperimentare con alcuni brani della Bibbia. L'unica menzione del nome di Bi Sheng appare negli scritti del poliedrico erudito Shen Kuo, benché la letteratura cinese abbondi di dettagli tecnici sui suoi caratteri (fatti di porcellana).

Il metodo di Bi Sheng era semplice ed elegante: si prendeva dell'argilla e la si stendeva finché non era sottile come una moneta; si incidevano i caratteri sulla sua superficie (un processo faticoso, perché ai tempi la scrittura cinese ne includeva più di tremila); fatto questo, si cuocevano in forno. Quando si voleva stampare, si disponevano i caratteri appropriati su un foglio di ferro; li si copriva con un miscuglio di cenere, resina di pino e cera; poi si usava un telaio stretto per appoggiare un foglio di carta (un'altra invenzione cinese) sui caratteri; infine si usava una tavola per ottenere una pressione omogenea.

Sono rimasti solo pochi esempi delle stampe originali di Bi Sheng: quello meglio conservato è un'edizione di "Memorie diverse della sala di giada", di Zhou Bida. In seguito, Bi Sheng scomparve in un'oscurità altrettanto fitta di quella che avvolge la sua infanzia. L'unica testimonianza del suo trapasso è un commento di Shen Kuo: "Quando Bi Sheng morì, i suoi caratteri passarono ai miei seguaci".
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Tratti caratteristici

Epoca medievale
Grandi Ingegneri
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Non appartenendo a una famiglia nobile, della gioventù di Bi Sheng, nato intorno al 990 d.C., non ci è rimasta alcuna notizia. Cresciuto sotto la dinastia Song, tra il 1041 e il 1048 Bi Sheng inventò la stampa a caratteri mobili, molto prima che Gutenberg si mettesse a sperimentare con alcuni brani della Bibbia. L'unica menzione del nome di Bi Sheng appare negli scritti del poliedrico erudito Shen Kuo, benché la letteratura cinese abbondi di dettagli tecnici sui suoi caratteri (fatti di porcellana).

Il metodo di Bi Sheng era semplice ed elegante: si prendeva dell'argilla e la si stendeva finché non era sottile come una moneta; si incidevano i caratteri sulla sua superficie (un processo faticoso, perché ai tempi la scrittura cinese ne includeva più di tremila); fatto questo, si cuocevano in forno. Quando si voleva stampare, si disponevano i caratteri appropriati su un foglio di ferro; li si copriva con un miscuglio di cenere, resina di pino e cera; poi si usava un telaio stretto per appoggiare un foglio di carta (un'altra invenzione cinese) sui caratteri; infine si usava una tavola per ottenere una pressione omogenea.

Sono rimasti solo pochi esempi delle stampe originali di Bi Sheng: quello meglio conservato è un'edizione di "Memorie diverse della sala di giada", di Zhou Bida. In seguito, Bi Sheng scomparve in un'oscurità altrettanto fitta di quella che avvolge la sua infanzia. L'unica testimonianza del suo trapasso è un commento di Shen Kuo: "Quando Bi Sheng morì, i suoi caratteri passarono ai miei seguaci".
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