I grandi profeti tendono a preoccuparsi più delle cose spirituali che di quelle pratiche. Questo non vale per Songtsen Gampo, il re guerriero che ha portato il buddismo in Tibet. Per aver supervisionato la traduzione dal sanscrito dei testi fondamentali e aver coperto le montagne di monasteri buddisti, Gampo è considerato uno dei tre "re del Dharma".
Gampo diventò re del Tibet all'età di 13 anni, quando il fratello Namri fu assassinato. Per mantenere l'unità del Tibet e sventare i molti complotti contro la dinastia Songtsen, dovette dedicare la maggior parte della sua vita ad attraversare in lungo e in largo il paese alla testa del suo esercito. Gampo fu considerato la manifestazione terrena di Avalokitesvara, "il bodhisattva della grande compassione". In cerca di alleati, nel 639 d.C. Gampo sposò la principessa Chizun del Nepal e nel 641 la principessa Wencheng della dinastia Tang. Secondo le cronache, entrambe le principesse erano devote buddiste (successivamente sarebbero state deificate come incarnazioni della dea Tara), così convertirono Songsten Gampo a quella fede... e lui subito convertì i suoi sudditi (almeno quelli che si rendevano conto di cosa sarebbe stato bene per loro). Quando una catastrofica alluvione devastò la valle di Yarlung, le mogli convinsero il re a fare della città santa Lhasa la sua nuova capitale, costruendo lì il suo palazzo.
Nel frattempo Gampo era occupato a combattere gli stati vicini, a partire da una guerra scoppiata nel 634 contro il sovrano di Zhang Zhung e diverse tribù Qiang "completamente assoggettate a lui". In seguito, ostacolato da Songzhou, sferrò un breve attacco contro quel regno ma poco dopo si ritirò e chiese scusa. Poi ci fu un'altra guerra contro Zhang Zhung, il cui re venne sorpreso da un'imboscata e ucciso dai soldati di Gampo intorno al 645. Seguì la vittoria sui Tangut. Infine, in seguito a una disputa, Songtsen Gampo fece ardere vivo il fratello minore Tsensong. Alcuni anni dopo, nel 650, morì di una malattia sconosciuta.