Nato intorno al 125 d.C. nella città di Smirne, a differenza della maggior parte dei "padri della chiesa" Ireneo fu allevato nella fede cristiana anziché convertirsi in seguito. Durante le persecuzioni dell'imperatore romano Marco Aurelio, il brillante "re filosofo" che aveva delle discordanze intellettuali con i cristiani, Ireneo fu ordinato prete di Lugdunum (l'odierna Lione), in Gallia.
Dopo questa promozione i dettagli della vita di Ireneo diventano vaghi: sembra che si sia diviso tra i doveri verso il suo gregge di anime e l'attività di missionario. Più di tutto, scrisse: quasi tutte le sue opere si scagliano contro l'eresia dello gnosticismo, un movimento in ascesa nella chiesa cattolica che sosteneva il dualismo e il relativismo morale da parte di ciascun individuo. La sua invettiva più famosa, Adversus Haereses ("Contro le eresie"), è un attacco circostanziato allo gnosticismo che enfatizza gli elementi fondanti del cattolicesimo: l'episcopato, le Scritture e i rituali religiosi. Ireneo sostiene che l'unica guida "sicura" nell'interpretazione degli scritti sacri provenga dai vescovi, che discendono in linea diretta dei primi apostoli. La sua opera è ritenuta fondamentale nella fondazione dell'ortodossia cristiana e nella dottrina del primato del Papa.
Le ultime notizie su Ireneo risalgono al 190 o al 191, quando esortò il papa Vittore I a non scomunicare le comunità cristiane in Asia Minore che seguivano la celebrazione quartodecimana della Pasqua. Ireneo morì intorno al 200 d.C. Sebbene la tradizione lo indichi come martire, non ci sono prove che sia morto per cause non naturali.