Anche se non sarà mai famoso quanto il suo gatto, Erwin Schrödinger è stato un fisico austriaco, vincitore del premio Nobel, che con la sua rivoluzionaria equazione d'onda ha fatto della teoria quantistica, fino ad allora rimasta ai margini, un argomento centrale della ricerca scientifica. Nato nel 1887 a Vienna, Erwin Rudolf Josef Alexander Schrödinger fu educato a casa fino agli 11 anni, dopodiché cominciò a frequentare le lezioni al prestigioso Akademisches Gymnasium. Nel 1910 aveva già ottenuto il dottorato in fisica all'Università di Vienna. Chiamato sotto le armi nel 1914, passò la Prima guerra mondiale come ufficiale d'artiglieria sul fronte italiano.
Schrödinger fu professore presso le università di Stoccarda, Jena e Breslavia prima di unirsi al corpo docente dell'Università di Zurigo. Dopo aver letto per caso una teoria della meccanica ondulatoria proposta dal fisico Louis de Broglie, Schrödinger pubblicò un rivoluzionario articolo, il primo di molti, in cui ipotizzava che un elettrone all'interno di un atomo si potesse comportare come un'onda anziché una particella. Quell'articolo diventò la chiave di volta della teoria dei quanti. Passato all'Università di Berlino, Schrödinger continuò a lavorare... finché nel 1933 non si trasferì all'Università di Oxford per protestare contro l'antisemitismo nazista.
Negli anni successivi insegnò brevemente in varie scuole in tutto il mondo finché nel 1939 il primo ministro irlandese de Valera gli offrì il posto di direttore della scuola di fisica teorica all'Istituto di Studi Avanzati. Lì rimase fino alla pensione, nel 1956, dopodiché ritornò a Vienna. Schrödinger passò gli ultimi anni a scrivere, integrando la sua prospettiva quantistica in una varietà di campi diversi nel corso di parecchi libri e affrontando tra l'altro il problema dell'unificazione tra gravitazione e elettromagnetismo che aveva già calamitato l'attenzione di Einstein (e rimane tuttora irrisolto). E spiegando più e più volte il dilemma del suo gatto. Morì a Vienna nel 1961.