Nel 1859, dopo un viaggio durato cinque anni sul Beagle e molti anni di riflessioni, Charles Darwin pubblicò Sull'origine delle specie per mezzo della selezione naturale, dando il via a un acceso dibattito filosofico e religioso che non si è ancora placato.
Nato nel 1809, Charles Robert Darwin era il quinto di sei fratelli, l'ultimo di una lunga dinastia di "scienziati". Dal momento che la madre Susanna era morta quando aveva otto anni, il ragazzo dovette imparare subito alcuni degli aspetti più duri dell'esistenza. All'età di 16 anni il giovane Charles entrò all'università di Edimburgo e scelse di immergersi nello studio della storia naturale. Dopo essersi laureato nel 1831 al Christ's College a Cambridge, il suo professore lo raccomandò per un posto di naturalista a bordo di una nave dell'Ammiragliato britannico che avrebbe dovuto compiere il giro del mondo. Attraverso l'osservazione diretta e la raccolta di esemplari (uccelli, topi e altre piccole creature), in particolare nell'isolato arcipelago delle Galápagos, Darwin cominciò a elaborare una teoria. Dopo il ritorno riportò le sue riflessioni sul Journal of Researches.
Nel 1858 Darwin presentò con una lettera la sua rivoluzionaria teoria dell'evoluzione a un incontro della Linnean Society di Londra, davanti a un ristretto gruppo di studiosi di tassonomia. L'anno successivo fu pubblicata la sua opera più famosa. Benché Darwin abbia scritto molti altri trattati controversi, tra cui L'origine dell'uomo e la selezione sessuale, che a sua volta scatenò un putiferio nella società vittoriana, nessuno ha lasciato un segno sulla civiltà paragonabile a L'origine delle specie. Dopo una vita di ricerche Darwin morì a Londra nell'aprile del 1882.