Quando le tempeste squassano le coste dei Caraibi e dell'Africa occidentale, quando un tornado rade al suolo un villaggio, quando infuria la stagione degli uragani, gli Yoruba e i seguaci delle religioni africane del Nuovo Mondo credono che sia una manifestazione del potere di Oya. Il popolo Yoruba ha una ricca tradizione religiosa che include quattrocentouno divinità separate. Quando gli Yoruba furono ridotti in schiavitù e portati nelle colonie dei Caraibi, le loro tradizioni si fusero col cristianesimo per dare origine a quello che chiamiamo il vudù di Haiti. In Africa, Oya è un'orisha, una dea che una volta era una persona (o uno spirito che si è incarnato). Il suo nome significa letteralmente "ella strappò", e come tale è la dea del cambiamento, del vento e delle tempeste, oltre che dominatrice del fiume Niger. Ad Haiti, Oya si è trasformata in una "loa", la versione haitiana delle orisha: in seguito a un peculiare sincretismo con Brigida di Kildare, una santa cattolica irlandese, ha preso il nome di Maman Brigette.
Oya era sorella e moglie di Shango, dio del tuono, unica delle sue mogli capace di sopportarne il carattere difficile e restare al suo fianco. Quando dovevano scendere in guerra, lo facevano insieme, con Oya che portava il vento per prima e Shango che le faceva seguito col fulmine.
Talvolta capitava anche che i due litigassero. Una volta Oya aveva due corna da bufalo in testa e nel mezzo di una lotta caricò Shango per incornarlo. Shango non cercò di combattere, ma le presentò invece il suo cibo preferito: akara (tortine di fagioli). Oya ne fu tanto deliziata che gli regalò le corna. Ora, quando si trova nei guai, Shango deve solo far schioccare le corna una contro l'altra per richiamare Oya, che si precipita al suo fianco con tutta la furia del vento.
Oya è tuttora venerata in Africa e nei Caraibi. Quando un seguace del culto entra in trance e viene posseduto, la dea è notoriamente sboccata e chiassosa, ma proprio come il vento è in grado di sradicare anche le cose che sembrano salde al loro posto.