Il termine "Polinesia" è piuttosto generico, dato che abbraccia una regione che va dall'Aotearoa dei Maori (Nuova Zelanda) alle Hawaii. Se da un lato chiamare questa vastissima area con il singolo termine di Polinesia è riduttivo, dall'altro alcuni miti e leggende si possono ritrovare in tutta la sua estensione, senza contare parole e concetti che si sono diffusi in tutto il mondo, come "tabù" o "mana". Uno di questi miti condivisi è quello di Maui.
Nel mito Maori, la storia di Maui non comincia nel migliore dei modi: gettato in mare dalla madre, Maui sopravvisse solo perché il dio Ragni si prese cura di lui. Quando tornò a casa, si trovò a fronteggiare quattro fratelli scettici, che riuscì a convincere solo con una dimostrazione delle arti magiche apprese nelle profondità marine. Fatto questo, poté finalmente procedere a creare il mondo così come lo conosciamo. Quando i fratelli si rifiutarono di dargli l'esca per pescare, Maui prese una mascella magica come amo e usò il suo stesso sangue come esca per catturare il gigantesco pesce che sarebbe diventato l'Isola del Nord neozelandese. Mentre Maui era andato a cercare un tohunga (ovvero un prete) per eseguire i rituali necessari, i suoi fratelli ne approfittarono per tagliare a pezzi il pesce, ed è per questo che Aotearoa ha montagne e vallate e non è una pianura liscia come il fianco di un pesce. In seguito Maui continuò ad alterare il mondo, donando il fuoco agli uomini, creando il primo cane e così via.
La sua ultima impresa avrebbe potuto dare l'immortalità a tutti gli esseri umani. Per questo Maui doveva entrare nel corpo di una dea addormentata e attraversarla: durante l'arrampicata, però, nessuno avrebbe dovuto ridere di lui. Se fosse riuscito ad arrivare a destinazione, la dea sarebbe morta e l'umanità avrebbe vissuto per sempre. I suoi amici, uno stormo di uccelli variopinti, fecero del loro meglio per trattenersi, ma alla fine un piccione non riuscì a evitare di ridere: così Maui morì, e lo stesso destino tocca a tutti noi.
Maui è rimasto una figura importante quando le società della Polinesia si sono trovate a riaffermare la propria identità dopo il periodo colonialista. Il rispetto ritrovato per i miti e le tradizioni locali ha fatto riscoprire il suo mito, che è stato raccontato in nuovi modi, con nuovi significati e interpretazioni, da Aotearoa alle Hawaii, a Tonga, Tahiti, Samoa e in tanti altri luoghi.