Nella letteratura dell'orrore soprannaturale, chi ha la sfortuna di cogliere un barlume della verità sull'universo perde immancabilmente il senno. Questa però è un tipo di follia particolare, dal momento che non infrange la ragione ma, in un certo senso, la completa a modo suo. Ne "Il Richiamo di Cthulhu" di H.P. Lovecraft, del 1928, una serie di orribili sogni collega artisti e popoli tribali, perdigiorno e fuorilegge, tutti ossessionati dalle medesime sillabe in una lingua morta. In questo caso la follia non è psicopatia, ma piuttosto il collegamento con un principio fondamentale che sta alla base del mondo. Diventare seguace del culto significa vivere secondo questi principi anziché quelli imposti dalla società.
Per gli studiosi della religione, un "culto" è semplicemente un gruppo religioso che si concentra su un oggetto di venerazione. Possiamo parlare senza alcuna implicazione negativa di culti cattolici dedicati a un santo in particolare, o culti buddisti che riuniscono i seguaci di un particolare maestro. Spesso i culti rivendicano il possesso di particolari conoscenze esclusive, tanto che nuove scoperte spesso fanno nascere nuovi culti: la pubblicazione dei manoscritti o "rotoli" del Mar Morto, per esempio, ha provocato una vera e propria esplosione di gruppi che sostengono di avere un accesso privilegiato alle conoscenze nascoste in tali testi. I seguaci di Heaven's Gate credevano di ricevere messaggi da un UFO che si nascondeva nella coda di una cometa di passaggio. Il culto Aum Shinrikyo, che rilasciò il gas sarin nella metropolitana di Tokyo, riteneva di essere in possesso della verità suprema sulla natura del mondo. In questi ultimi due esempi il risultato è stato una tragedia.