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Momenti storici
Amina
Abilità esclusiva

Abbandona (1 carica)

Guadagni 1 Emissario.

Effetto passivo

+5 alla Forza di combattimento e +1 movimento alle unità terrestri di epoca rinascimentale e industriale in un raggio di 2 caselle.

Contesto storico
Nzinga Mbande governò i regni Ndongo e Matamba del popolo Mbundu (nella moderna Angola) nel XVII secolo. Astuta e spietata, combatté i portoghesi per 35 anni. Le salaci leggende su di lei abbondano: si dice che abbia assassinato suo fratello per prendere il trono; che dopo aver sterminato tutti i suoi parenti, ne abbia divorato il cuore per assorbire il loro coraggio; che prima delle battaglie facesse decapitare ritualmente alcuni schiavi per berne il sangue; che avesse un harem di 60 uomini, che ogni tanto uccideva per rimpiazzarli. Anche se è probabile che la propaganda portoghese abbia ingigantito queste dicerie, ognuna contiene un granello di verità.

Ana de Sousa Mbande (soprannominata Nzinga, cioè "ritorta", perché alla nascita aveva il cordone ombelicale avvolto intorno al collo) nacque come principessa dei Mbundu intorno al 1583 d.C. La sua prima menzione nelle fonti storiche risale a una missione diplomatica del 1621 per conto del fratello Ngola, per negoziare la pace con gli invasori portoghesi. Ma il Portogallo non onorò i termini del trattato, così Nzinga prese la corona per combatterli... quando Ngola si suicidò, o quando Nzinga lo avvelenò, o quando uccise il suo erede subito dopo la sua morte. Seguì una breve alleanza con i portoghesi, durante la quale Nzinga represse tutti gli oppositori interni e le minacce esterne da altre tribù africane. Ma nel 1626 il Portogallo invase ancora il regno Ndongo. Nzinga fuggì nel vicino regno di Matamba e ne prese il trono, dopo aver "sostituito" la regina Mwongo.

Per ricostruire il suo esercito Nzinga offrì accoglienza e rifugio agli schiavi fuggiaschi, con particolari incentivi per gli africani addestrati in Europa. Si convertì al cristianesimo per ottenere il supporto delle altre potenze coloniali, alleandosi nel 1641 con gli olandesi. Grazie ai rinforzi giunti dall'Olanda e dal vicino Congo, condusse le sue truppe a una vittoria schiacciante sui portoghesi nel 1647, dopodiché cinse d'assedio la capitale coloniale portoghese in Africa centrale. Nel 1657, stanca dopo tante lotte, firmò finalmente un trattato di pace con il Portogallo. In seguito si dedicò a ricostruire il regno, a re-insediare schiavi liberati ed ex-soldati e a promulgare riforme interne, fino alla morte avvenuta nel 1663.
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Tratti caratteristici

Epoca rinascimentale
Grandi Generali
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Tratti caratteristici

Epoca rinascimentale
Grandi Generali
Abilità esclusiva

Abbandona (1 carica)

Guadagni 1 Emissario.

Effetto passivo

+5 alla Forza di combattimento e +1 movimento alle unità terrestri di epoca rinascimentale e industriale in un raggio di 2 caselle.

Contesto storico
Nzinga Mbande governò i regni Ndongo e Matamba del popolo Mbundu (nella moderna Angola) nel XVII secolo. Astuta e spietata, combatté i portoghesi per 35 anni. Le salaci leggende su di lei abbondano: si dice che abbia assassinato suo fratello per prendere il trono; che dopo aver sterminato tutti i suoi parenti, ne abbia divorato il cuore per assorbire il loro coraggio; che prima delle battaglie facesse decapitare ritualmente alcuni schiavi per berne il sangue; che avesse un harem di 60 uomini, che ogni tanto uccideva per rimpiazzarli. Anche se è probabile che la propaganda portoghese abbia ingigantito queste dicerie, ognuna contiene un granello di verità.

Ana de Sousa Mbande (soprannominata Nzinga, cioè "ritorta", perché alla nascita aveva il cordone ombelicale avvolto intorno al collo) nacque come principessa dei Mbundu intorno al 1583 d.C. La sua prima menzione nelle fonti storiche risale a una missione diplomatica del 1621 per conto del fratello Ngola, per negoziare la pace con gli invasori portoghesi. Ma il Portogallo non onorò i termini del trattato, così Nzinga prese la corona per combatterli... quando Ngola si suicidò, o quando Nzinga lo avvelenò, o quando uccise il suo erede subito dopo la sua morte. Seguì una breve alleanza con i portoghesi, durante la quale Nzinga represse tutti gli oppositori interni e le minacce esterne da altre tribù africane. Ma nel 1626 il Portogallo invase ancora il regno Ndongo. Nzinga fuggì nel vicino regno di Matamba e ne prese il trono, dopo aver "sostituito" la regina Mwongo.

Per ricostruire il suo esercito Nzinga offrì accoglienza e rifugio agli schiavi fuggiaschi, con particolari incentivi per gli africani addestrati in Europa. Si convertì al cristianesimo per ottenere il supporto delle altre potenze coloniali, alleandosi nel 1641 con gli olandesi. Grazie ai rinforzi giunti dall'Olanda e dal vicino Congo, condusse le sue truppe a una vittoria schiacciante sui portoghesi nel 1647, dopodiché cinse d'assedio la capitale coloniale portoghese in Africa centrale. Nel 1657, stanca dopo tante lotte, firmò finalmente un trattato di pace con il Portogallo. In seguito si dedicò a ricostruire il regno, a re-insediare schiavi liberati ed ex-soldati e a promulgare riforme interne, fino alla morte avvenuta nel 1663.
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