L'ambientalismo è l'idea secondo cui le aree di ambiente naturale (ovvero quelle che al momento non sono attivamente sfruttate dagli esseri umani) non siano semplici depositi di risorse non ancora utilizzate, ma al contrario siano dotate di un valore intrinseco che è bene proteggere. Nella cultura occidentale, l'avvento dell'ambientalismo ha segnato un profondo cambiamento nell'atteggiamento nei confronti del mondo naturale, con un passaggio dallo sfruttamento alla conservazione. Gli effetti dell'avido consumo di risorse durante la rivoluzione industriale, insieme ai pericoli per la salute nel moderno mondo industrializzato, hanno portato molte persone a riflettere e porsi domande. Nel corso della storia il mondo ha conosciuto molte culture che hanno avuto con la natura un rapporto più equilibrato, teso a integrare natura stessa e umanità: il termine ambientalismo, comunque, si riferisce specificatamente al movimento di pensiero moderno e post-industriale.
Il libro del 1962 di Rachel Carson, "Primavera silenziosa", è comunemente ritenuto l'opera che ha diffuso il pensiero ambientalista tra il grande pubblico. Il libro, che documenta molti effetti deleteri dei pesticidi, ha avuto un grande successo di critica e pubblico e ha contribuito a rendere molte persone consapevoli dei costi dello sviluppo industriale. Dopo la sua pubblicazione, nel mondo si è diffuso (anche se non in modo unanime) il supporto in favore di politiche e posizioni che minimizzano in diversi campi l'effetto dell'attività umana sul mondo naturale. Se oggi il mondo, in alcune zone e sotto alcuni punti di vista, è meno inquinato di quando "Primavera silenziosa" è stato pubblicato, lo dobbiamo soprattutto al movimento ambientalista.